Migliori profumi da donna del 2020

Profumi da uomo

A chi non è mai capitato di perdersi nel reparto profumi di un grande magazzino o di girovagare per minuti e minuti tra gli espositori di una profumeria alla ricerca di una fragranza che rappresentasse al meglio la propria personalità? La scelta del profumo giusto, però, non è questione di un pomeriggio di shopping e, anzi, può richiedere anni interi: servono prove e riprove prima di capire che note profumate, più di altre, si accordano ai tratti della propria personalità e, comunque, un profumo che si sente proprio in un determinato periodo della vita non è detto che lo rimanga per sempre. Più della scelta di un abito importante, insomma, scegliere che profumo indossare va fatto con cura e avendo presente la struttura delle fragranze commerciali, che differenza c’è tra la formula di un parfum per esempio e quella di una eau de toilette e quali sono le note che si adattano meglio a ogni stagione, a ogni occasione.

Quando si parla di profumi, comunque, non si fa riferimento alle sole fragranze commerciali e, cioè, a quei profumi “di marca” che si trovano comunemente in profumeria, nei negozi di cosmetica o nella grande distribuzione. Esistono, infatti, i cosiddetti profumi “bianchi”, ossia mix di fragranze e oli essenziali facili da trovare soprattutto in erboristeria per esempio. La tradizione profumiera è fatta, però, anche di fragranze artigianali cucite addosso al richiedente: oggi sono meno in numero, soprattutto perché un profumo ottenuto in questo modo è spesso molto costoso, ma esistono ancora le bottega dove un maestro profumaio ascolta la descrizione che il cliente da di sé o della persona a cui intende regalare la fragranza e, a partire da questa, immagina un profumo che è, di volta in volta, unico e diverso.

La piramide olfattiva di un profumo: come imparare a riconoscerla e perché è importante

In quelli artigianali, insomma, sono solo più facili da riconoscere, ma tutti i profumi sono stratificati e hanno note diverse, come si dice in gergo. Spesso per un neofita è difficile identificare l’intera gamma; questo non significa però che, con un po’ di allenamento, anche i non addetti ai lavori non possano imparare a sentire anche le note di fondo di un profumo: riuscire a farlo significa capire pienamente l’anima di ciascuna fragranza ed essere in grado, meglio, di decidere se è quella che rispecchia al massimo e a tutto tondo la propria personalità. Come si vedrà più avanti, infatti, le note legnose e speziate stanno bene soprattutto addosso a una persona matura, consapevole del suo fascino e che vuole giocare a dare di sé un’aura agée e quasi misteriosa; al contrario le note agrumate si adattano meglio a una persona giovanile e briosa. Il tutto senza  contare che, spesso, la descrizione dei profumi offerta da brand e case produttrici gioca proprio sulla stratificazione delle note: ma che significa davvero che un profumo confezionato ha note di testa floreali e note di fondo speziate?

  • Le cosiddette note di testa sono, come suggerisce in effetti l’espressione, quelle che arrivano per prime all’olfatto, sia di chi indossa il profumo sia delle persone che gli stanno vicino: sono le più leggere e, anche, le più volatili, le prime cioè a scomparire dopo un po’ di tempo che si indossa il profumo.
  • Le note di cuore arrivano un attimo dopo, in genere sono più corpose e rotonde e durano già più delle precedenti.
  • Ultime ad arrivare all’olfatto, infine, le note di fondo di un profumo sono più decise e più persistenti, ancora ben chiaramente distinguibili anche dopo ore da quando ci si è spruzzati il profumo.

Ogni fragranza, insomma, è dinamica: la sua piramide olfattiva è la spiegazione chimica del perché un profumo può sembrare diverso a seconda che lo si sia appena indossato o che, invece, si sia ormai fine giornata e siano trascorse ore da quando lo si ha addosso. E, va da sé, è di fondamentale importanza che si trovi gradevole e adatta alla propria personalità ogni singola nota, pena un profumo che non si sente proprio in tutto e per tutto.

Colonia, parfum, eau de toilette: che differenze (e non solo nel prezzo)

Parfum

Eau de Parfum

Eau de Toilette

Colonia

Per continuare con le distinzioni tra tipologie diverse di fragranze che contano nella scelta di un profumo, come già si accennava, una delle principali riguarda parfum, eau de parfum, eau de toilette. I più attenti, i più appassionati alla materia avranno notato certo che di molti profumi tra i più amati (The One, Signorina, Dolce, Chloè, eccetera) esistono diverse versioni sullo scaffale delle profumerie e che ogni versione, che apparentemente ha di diverso dalle altre appena la scritta «eau de…» sul flacone, ha un prezzo al volume proprio. In che cosa è diverso, però, J’adorè eau de parfum da J’adorè eau de toilette? Semplificando molto, nell’intensità – e nella durata, quindi – della fragranza: nella tassonomia della profumeria, infatti, il parfum ha la concentrazione massima di fragranze e oli essenziali ed è per questo che è più intenso, duraturo ma anche più costoso; l’eau de parfum è già una versione più leggera ma non per questo meno persistente e l’eau de toilette, infine, è la fragranza nel massimo della sua leggerezza, adatta soprattutto per il giorno, per l’estate o per i più giovani (anche nel prezzo, in quest’ultimo caso!).

La domanda che potrebbe sorgere spontanea a questo punto è: qual è il prezzo giusto per un profumo? Rispondere non è facile: sul prezzo finale indicato in profumeria o sugli shop online incidono, infatti, tanti fattori come il tipo di fragranze utilizzate, che lavorazioni subiscono (molti profumi di recente uscita , per esempio, riportano la dicitura «absolute» che indica una precisa serie di trattamenti, piuttosto complessi che rendono il profumo unico ma, anche, piuttosto costoso), la concentrazione, il formato. Spesso sul prezzo finale del prodotto c’è, però, anche un sovrappiù legato al brand: non è un caso che i grandi classici della profumeria come Chanel n.5 o J’adore arrivino a costare anche attorno a 70-80 euro per 50ml. I meno attenti alle questioni di marca, comunque, potrebbero optare per profumi equivalenti o di aziende che non siano le grandi maison del fashion per risparmiare un po’ ma portare comunque a casa un buon prodotto. Acquistare nei duty free degli aeroporti o le famose confezioni regalo che contengono, oltre al profumo, anche creme corpo o bagnoschiuma per esempio potrebbe fare risparmiare, invece, sul prezzo di un profumo di marca.

Floreali, legnose, speziate, fruttate: come scegliere le fragranze più adatte a ogni occasione

A ogni modo, non è certo per l’acquisto di un profumo che si dovrebbe cercare di fare il migliore affare. Come si è detto più volte, infatti, portato addosso, il profumo è un modo per parlare di sé e della propria personalità. Per questo, più che guardare alla migliore offerta o al miglior rapporto qualità prezzo, si dovrebbe prestare attenzione a che fragranze contiene e, se possibile, si dovrebbero scegliere profumi diversi, per occasioni diverse.

Quanto alle fragranze: sono innumerevoli ma, per comodità, sono comunemente divise in quattro classi.

  • Le fragranze floreali: dalla rosa al gelsomino, passando per la lavanda o la peonia. Sono un grande classico della profumeria, immancabili soprattutto all’interno dei profumi femminili e adatte in particolar modo alle persone romantiche, sognatrici, a chi ama vestire elegante e secondo uno stile classico e senza tempo.
  • Le fragranze fruttate: dagli agrumi ai frutti di bosco ma passando, perché no, anche dai frutti tropicali. Stanno bene soprattutto addosso a una persona giovane e dinamica – non a caso si trovano spesso anche nei profumi per bambini — e danno un tocco di freschezza.
  • Le fragranze speziate: vaniglia, zenzero, cardamomo, pepe e l’elenco potrebbe continuare a lungo. Anche profumeria e cosmetica occidentale hanno cominciato a usarle abbondantemente negli ultimi anni, imitando la tradizione soprattutto orientale. Sono di certo profumazioni decise, che stanno bene addosso a personalità forti e a chi tutto vuole tranne che passare inosservato.
  • Le fragranze legnose: dal sandalo all’ebano, passando per il patchouli e per il muschio. Sono le note olfattive che prevalgono soprattutto nei profumi maschili e si adattano in particolar modo a chi ha un fascino discreto e non ama apparire quanto farsi scoprire dagli altri.

Rosa

Gelsomino

Lavanda

Peonia

Vaniglia

Zenzero

Pepe

Ebano

Va da sé che la maggior parte dei profumi commerciali è un mix sapiente di fragranze di classe diversa ed è questa, tra l’altro, una delle ragioni per cui trovare il profumo giusto può richiedere tempo e impegno.

Esistono davvero profumi femminili e maschili, invernali ed estivi, per il lavoro o per una serata galante? Qualche “falso mito” da sfatare

Perché se n’è fatto accenno più volte, vale la pena comunque chiarire la questione se esistano davvero fragranze e profumi maschili e femminili. Nella maggior parte dei casi la separazione merceologica è un retaggio della tradizione profumiera. Questo non toglie, però, che un profumo per uomo non possa essere indossato tranquillamente e non possa stare bene anche addosso a una donna o viceversa: tutto sta nella capacità che ha la fragranza di rappresentare la personalità di chi la indossa e in quanto ci si senta a proprio agio con quel profumo addosso. Oggi, comunque, anche nel campo dei profumi c’è una certa tendenza verso l’ungendered, con sempre più brand e aziende che producono fragranze unisex e che stanno bene indosso a tutti.

Decisamente più pregnante è la questione fragranze giuste per le diverse occasioni. A chi non è mai capitato, infatti, di sentir parlare di profumi invernali e profumi estivi o di profumi per il giorno e profumi per la sera? Senza cadere in nessun dogmatismo, di vero c’è che il profumo interagisce con chi lo indossa e con come cambiano i suoi umori con il trascorrere delle ore o da una stagione all’altra. Molto più semplicemente? Un profumo, qualsiasi profumo interagisce con l’odore del corpo, odore che, va da sé, è diverso al mattino rispetto alla sera e in inverno rispetto all’estate. Non è del tutto insensato, insomma, dire che profumi leggeri e freschi come i profumi fruttati sono più adatti alla bella stagione, così come i profumi legnosi o speziati sono più facili da portare soprattutto d’inverno. Allo stesso modo, profumi delicati come quelli a base di muschio bianco o di patchouli possono essere portati con tranquillità in ogni occasione, anche la più formale e di lavoro, mentre un po’ più di attenzione si dovrebbe fare quando si scelgono profumi forti e intensi come i profumi speziati e legnosi, decisamente più adatti a un’occasione importante o a una serata elegante.

Attenzione anche al fatto che il profumo non è mai l’unica fragranza che abbiamo addosso. Bagnoschiuma, shampoo, sapone, deodorante, crema per il giorno e persino make up, infatti, hanno spesso una propria componente profumata – in qualche caso anche abbastanza forte. Possiamo non sentirla, soprattutto se facciamo di questi prodotti un uso quotidiano: se il nostro naso si è abituato, però, a questi odori, di certo non lo ha fatto quello degli altri ed è per questo che, al momento della scelta del profumo, dovremmo provare a immaginare quale potrebbe essere il risultato finale, se il mix di fragranze sarà gradevole e davvero in grado di rappresentare al meglio la nostra personalità o meno.

Si può regalare un profumo a una persona? e come farlo?)

Quanto detto fin qua, comunque, ha come corollario il fatto che scegliere il profumo per un’altra persona non è mai semplice, neanche se la si conosce bene o se si è legati da un rapporto intimo. Per questa ragione regalare un profumo, anche al di là delle leggende metropolitane che lo vogliono un gesto non sempre di buon auspicio, dovrebbe essere un’estrema ratio. I pochi consigli che possono servire in questa occasione sono: optare per fragranze quanto più neutre possibili o simili al profumo che si sa la persona indossi comunemente; non cercare di impressionare chi riceve il regalo giocando sul costo del profumo – qualche volta un profumo non di marca ma con una buona fragranza può essere un regalo persino più gradito – e, nel dubbio, scegliere grandi cult della profumeria.

Indossare il profumo: come farlo correttamente

Una nota a parte merita, comunque, come indossare correttamente il profumo. Sbaglia, infatti, chi pensa che basti semplicemente spruzzarne qualche goccia prima di uscire, quando si è già vestiti o sopra giacche e soprabiti. A voler essere rigorosi, ogni tipo di fragranza e ogni formulazione hanno un modo diverso per essere indossate correttamente. Qui basti sapere, però, che le fragranze più leggere – come l’eau de toilette o l’eau de parfum – possono essere effettivamente spruzzate direttamente dal flacone, mentre per le fragranze più forti come il parfum o la colonia (ormai comunque difficile, quest’ultima, da trovare in negozio) basta tamponarne direttamente sulla pelle poche gocce.

C’è un punto migliore degli altri per farlo? Ossia ha davvero senso spruzzare il profumo sui polsi o sul collo? Gran parte del successo di questa pratica deriva dal fatto che si tratta di zone piuttosto seducenti: se si usa il profumo per far colpo sul partner, insomma, non c’è niente di meglio che condurlo olfattivamente alle mani o al collo, due zone erogene per eccellenza. C’è un piccolo fondo di verità, però, nel sostenere che sia preferibile spruzzare il profumo sui polsi o sul collo e poi, eventualmente, tamponarlo: sono punti cosiddetti pulsanti, dove, semplificando molto, il sangue scorre più velocemente, la pelle è più calda e, per questo, la componente alcolica dovrebbe evaporare prima e lasciare percepibile soltanto la vera fragranza.

C’è un solo errore da evitare assolutamente nel modo di indossare il profumo: spruzzarlo direttamente sui vestiti. Non solo perché, così facendo, si rischiano un mix di odori di detersivo della lavatrice, deodorante, profumi spruzzati in precedenza. Soprattutto i tessuti più delicati, infatti, rischiano di rovinarsi al contatto con sostanze aggressive come quelle contenute all’interno del profumo…come saprà bene chiunque si sia provato, almeno una volta, nello smacchiare una macchia di profumo.

Queste sostanze aggressive che macchiano i tessuti sono nocive per la pelle? Naturalmente no: i profumi che si trovano in commercio hanno subito test dei più rigorosi, affinché risultassero completamente sicuri da indossare. Un discorso diverso va fatto, invece, nel caso in cui si soffra di allergie o ipersensibilità a una o più componenti del profumo. Leggere bene l’etichetta, informarsi sull’INCI o chiedere un parere, nei casi più gravi, al proprio dermatologo di fiducia può essere una buona idea. Tanto più che c’è un grande numero di case produttrici ormai che mette in commercio profumi ipoallergenici e in qualche caso anche più rispettosi dell’ambiente.

Per chi si stia chiedendo, infine, come conservare al meglio il profumo dopo l’acquisto, ci sono poche semplici regole da seguire. Accertarsi, innanzitutto, che il flacone sia chiuso correttamente: se è un flacone spray è più facile farlo rispetto ai flaconi splash, che fanno parte della tradizione profumiera, sono belli da vedere ed esteticamente pregiati ma non altrettanto comodi. Posizionare il profumo in un luogo ventilato e non troppo umido – ragione per cui, no, il bagno non è sempre il luogo migliore dove tenere il proprio profumo, come la maggior parte dei cosmetici del resto – e in modo che non risulti esposto direttamente ai raggi del sole, specie nella stagione calda. In questo modo si dovrebbe poter assicurare l’integrità del profumo che, comunque, al contrario di quanto pensano in molti, ha una scadenza nel senso che è naturalmente soggetto con il passare del tempo a modificare le sue proprietà organolettiche. Allo stesso modo, anche una piccola perdita di volume è fisiologica se il flacone è esposto all’aria, anche se chiuso correttamente: si tratta, infatti, di evaporazione delle componenti alcoliche del profumo.

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Virginia Dara

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